Zum Hauptinhalt springen
Bill Clinton und Jeffrey Epstein
Bill Clinton, Jeffrey Epstein e Ghislaine Maxwell in 1993. © CommonsWikimedia, Ralph Alswang, White House.

Il caso Epstein e il diavolo

Epstein è morto ma lo scandalo legato alla sua persona è esploso e il suo spettro agita l'establishment occidentale provocando le dimissioni a a catena dei potenti che sono venuti in contatto con lui. La più grande beffa del diavolo è quella di farci credere che lui non esista. (Charles Baudelaire)

Manfred Manera | Gesellschaft, Politik | 20. Februar 2026

Artikel als Audio anhören

Da quando gli oltre tre milioni di “Epstein’s files” sono stati rilasciati dal dipartimento della giustizia americana il caso Epstein fa tremare l’establishment occidentale. Il procuratore generale Todd Blanche ha parlato di notizie di reati molto gravi, lesioni corporali, omicidi, oltre che pedofilia e sfruttamento della prostituzione minorile, precisando che i video e i file più raccapriccianti per qualche misterioso motivo non sono stati resi pubblici. Per anni coloro che parlavano di un cuore marcio dell’establishment occidentale coinvolto in pedofilia, torture, violenze sessuali erano dileggiati come dementi complottisti. Ma alla luce di quanto sta emergendo sembra non avessero tutti i torti. 

Siamo di fronte allo scandalo del secolo. Ma i resoconti sulla grande stampa sono confusi e frammentari. Si è alzato un enorme polverone in cui tutti sono colpevoli per cui alla fine nessuno è colpevole. Basta essere citati nei “files” per essere additati come complici mentre la citazione non significa nulla senza analizzare i contenuti e il contesto. Ma ci sono anche conseguenze concrete, come l'arresto dell'ex principe di Windsor Andrew, avvenuto il 19 febbraio, giorno del suo 66° compleanno. Lo stesso giorno Bill Gates ha annullato la sua partecipazione al vertice sull'intelligenza artificiale in India, dove avrebbe dovuto tenere il discorso principale. Non sono state fornite motivazioni precise, ma è stato detto che non voleva che l'attenzione dell'evento fosse concentrata sullo scandalo Epstein.

Bill Gates from left Terje Rød Larsen Jeffrey Epstein Boris Nikolic advisor to Gates and Thorbjørn Jagland Epstein files US Government webBuoni amici: Bill Gates, il politico e diploatico norvegese Terje Rød Larsen, Jeffrey Epstein e Boris Nikolic - consulente di Bill Gates, e l'ex primo ministro norvegese e segretario generale del Consiglio d'Europa Thorbjørn Jagland. © CommonsWikimedia, Epstein files, US Government.

E' come un grande spettacolo che ricorda l'ultimo film di Stanley Kubrick “Eyes Wide Shut”. All’inizio i media si sono gettati sulla massa di dati alla ricerca spasmodica di una prova fumante che possa incriminare il presidente Donald Trump ma, delusi per non averla trovata, hanno subito cercato di distrarre l’attenzione su dettagli di poco conto oppure di minimizzare, come se si trattasse di un banale scandalo sessuale. 

Si tratta invece di ben altro. Jeffrey Epstein, pedofilo, corruttore, ricattatore, stava al centro del potere occidentale, nello snodo oscuro tra finanza, intelligence e politica, interlocutore privilegiato della Cia e del Mossad, esponente di influenti club globalisti come il Council for Foreign Relations e fin dal 1990 membro della potente commissione Trilaterale. La sua vicenda getta luci inquietanti sulla nostra storia recente. 

Innanzitutto sulla recente pandemia. Il coinvolgimento nello scandalo di Bill Gates è particolarmente interessante. Gates non si faceva scrupoli di avere rapporti con il finanziere Epstein dopo il 2008 quando era già un avanzo di galera, condannato per prostituzione minorile. Nei messaggi desecretati emerge che, nel 2017, Bill Gates insieme a Boris Nikolic suo consulente principale per la scienza e la tecnologia stava lavorando con Epstein sul modo di sfruttare il business dei vaccini e speculare sulle pandemie tramite complesse costruzioni finanziario- filantropiche. “ Ho appena fatto una simulazione pandemica” si legge in un carteggio tra Epstein e Bill Gates. Un’ anticipazione di quanto avverrà poco tempo dopo nell’ ottobre 2019 a New York con la simulazione pandemica, Event 2019, alla presenza delle autorità sanitarie americane e cinesi e della direttrice della Cia Avril Haines, preludio alla pandemia da Covid del 2020

Episodi groteschi

Dai “files” emergono anche episodi grotteschi come quando Gates chiedeva a Epstein  quali medicamenti somministrare di nascosto alla moglie Melinda  essendosi preso una malattia venerea con delle ragazze russe.  Questo è lo stesso Bill Gates che durante la pandemia veniva presentato all’ opinione pubblica  come il grande filantropo destinato a salvare l’ umanità  dai virus. Lo stesso che tramite la sua fondazione si è praticamente comprato il WHO.  L’ ex moglie Melinda Gates in seguito alle rivelazioni ha dichiarato che l’ ex marito dovrebbe finalmente dire tutta la verità.

Altro tema è l’ Ucraina. Dai “files” risulta come già nel 2014, durante la rivolta di piazza Maidan, Epstein scrivesse a Ariane Rothschild  prospettando la possibilità di fare grandi affari in Ucraina. I rapporti del finanziere  con la casa Rothschild sono ben oliati tanto che Epstein  usava dire “ io rappresento i Rothschild".

U.S. Virgin Islands Department of Justice Sexual Offender Registry Photograph webEpstein fotografato dopo il suo arresto come molestatore sessuale registrato. © CommonsWikimedia, US Dep. of Justice.

E infine l’eugenetica e il transumanesimo.  Nei carteggi con Bryan Bishop imprenditore di criptovalute nel 2018 si parla apertamente  di un programma di “designer babies” da attuare in Ucraina al fine di creare una razza perfetta. Già nel 2019 il New York Times aveva svelato l’intento di Epstein di generare una progenie superiore nel suo Ranch in New Mexico ingravidando con il suo Dna 20 donne alla volta.

Il presidente Trump non ne esce bene, solo dopo la rivolta della sua base elettorale Maga e l'insistenza dei parlamentari firmatari della legge “Epstein Files Transparency Act”, ha rilasciato i documenti, anche se una gran parte rimane ancora nascosta e molti nomi altolocati sono stati oscurati. Alcuni nomi sono stati svelati successivamente come quello dell’ imprenditore  Sultan Ahmed bin Sulayem degli Emirati Arabi che Epstein ringrazia per il video di torture da lui ricevuto.  Perché Trump dopo aver brandito i files Epstein come uno dei suoi cavalli di battaglia elettorali ha poi fatto marcia indietro una volta diventato presidente? 

Il timore è di una crisi sistemica, trattandosi di molto di più di un semplice scandalo sessuale. Anzi, se da una parte Trump appare coinvolto negli anni giovanili con Epstein, dall 'altra vi è la testimonianza  che anche lui avesse allertato nel 2006 la polizia in Florida sui traffici sessuali del finanziere. Il “cover up” parte dalle amministrazioni Bush jr, Obama e culmina con l’ amministrazione  Biden dopo il secondo arresto di Epstein nel 2019 che avviene non a caso sotto l’amministrazione Trump.  Biden, in possesso dell’ intero dossier, blinderà l’ inchiesta non facendo trapelare nulla durante i quattro anni della sua presidenza.

“Il principe delle Tenebre”

 Quello che invece appare evidente dai “files” è il pesante coinvolgimento di tutto l’ establishment progressista e “liberal” sulle due sponde dell'atlantico, a partire da Bill e Hillary Clinton, chiamati a testimoniare al Congresso il prossimo 27 Febbraio, per arrivare a Lord Mandelson, fondatore del New Labour di Tony Blair, soprannominato “Il principe delle Tenebre” e per quattro anni comissario dell' Eu per il commercio estero. Perfino icone culturali della sinistra “liberal” anticapitalista come il filosofo Noam Chomsky sono risucchiate nel gorgo dello scandalo. Chomsky, esperto di comunicazione, continuava a frequentare Epstein dopo la prima condanna per reati sessuali  fornendogli consigli su come manipolare i media di fronte alle accuse di pedofilia.

In Francia è coinvolto l’ex ministro socialista Jack Lang, pupillo di Mitterand, per il quale Epstein aveva creato degli strumenti finanziari off-shore. Pesantemente compromesso è l’establishment finanziario, dal magnate di New York Lex Wexner, ai Rothschild, alla banca JP Morgan nella persona del CEO Jes Staley. Lo stesso establishment finanziario è anche in controllo diretto o indiretto dei grandi organi di informazione per cui si capisce come si cerchi di sorvolare, di non agitare troppo l’ opinione pubblica che per informarsi deve invece ricorrere a media alternativi o piattaforme digitali come X. Si pensi per fare un confronto, quale è stata la mobilitazione mediatica per il movimento “MeeToo”. Qui, invece, di fronte a notizie di reati gravissimi si cerca di mettere la sordina.

Ma chi era Epstein?

Per capirci qualcosa è fondamentale ascoltare l’ intervista data a Steve Bannon ex consigliere di Trump nel 2018 poco prima che venisse arrestato per la seconda volta. E’ riapparsa tra i milioni di file resi pubblici dal dipartimento di giustizia. Bannon aveva intenzione di fare un documentario su di lui.  Durante l’ intervista, per una lunga ora Epstein parla di  fisica quantistica, della magia del denaro creato dalle banche e della crisi del 2008. 

Il modo articolato e calmo con cui risponde fa capire come possa essere stato un interlocutore accattivante per gran parte dell’ establishment occidentale.  Vi sono momenti surreali quando senza battere ciglio afferma che le donne sono esseri superiori dotati di una  superiore facoltà di intuito. Parole da schizofrenico in bocca a un  condannato per traffico sessuale di giovani donne. In chiusura Bannon gli chiede  brutalmente, a bruciapelo. -“Ma sei tu il diavolo? L’ intervista comunica una sensazione inquietante e rimane impresso il ghigno che appare come stampato sul volto di Epstein.  “La più grande beffa del diavolo è quella di farci credere che lui non esista.” scriveva Baudelaire.

Miracoloso o diabolico

La sua biografia ha qualcosa di miracoloso o forse meglio diabolico. Come ha potuto arrivare al centro del potere mondiale inanellando un disastro dopo l’altro?  Da una famiglia modesta di Brooklyn senza alcun titolo di studio ottiene un posto di professore di matematica in una delle scuole più esclusive di New York. Già lì si fa notare per una eccessiva disinvoltura con le giovani studentesse e viene licenziato. Ma subito trova un posto presso la banca Bear Sterns, una delle più importanti banche d’investimento. Tra il 1976 e il 1981 vi lavora specializzandosi in complesse costruzioni finanziarie volte  a facilitare l’ evasione fiscale dei grandi clienti. Nel 1981 si mette in proprio e, nonostante sia coinvolto in costruzioni finanziarie alla Ponzi, continua a essere l’ amministratore di grandi fortune, accettando solo clienti dal miliardo in su. E` coinvolto in prima persona nella crisi del 2008 essendo uno degli ideatori, tramite la sua Liquid Funding LTD dei pacchetti di debiti tossici “subprime” che trascineranno nel baratro la Lehman Brothers, la stessa Bear Stearns, la banca dove aveva fatto carriera, e, a seguire, le borse mondiali.

Jeffrey Epstein 27 für Cosmo Magazine von Stephen Ogilvy webJeffrey Epstein all'età di 27, fotografato di Stephen Ogilvy per il Cosmo Magazine. © CommonsWikimedia.

Fin dagli anni’ 80 risale il suo coinvolgimento con il mondo dell’intelligence. Uno dei suoi clienti principali è il trafficante d’ armi saudita Adnan Khashoggi. E’ coinvolto nell’affare Iran-contras volto ad armare segretamente l’ Iran tramite complesse manovre finanziarie. Nei primi anni ‘80 viaggia in Medio oriente con un falso passaporto austriaco e appaiono particolarmente strette le sue relazioni con l’ intelligence israeliana tramite la sua principale fidanzata Ghislaine Maxwell, figlia di Robert Maxwell, figura di spicco del movimento sionista, che in seguito alla sua morte controversa riceverà  funerali di stato in Israele.

E’ molto vicino a Ehud Barak, ex premier israeliano. Arrestato nel 2008 per prostituzione minorile, per reati che normalmente porterebbero all’ergastolo se la cavò con poco e dopo 13 mesi era già libero. Il procuratore generale Alessandro Acosta dichiarò che dagli alti livelli, siamo sotto l'amministrazione Bush jr, gli fu intimato di non perseguire Epstein perché era una persona d’ importanza per la sicurezza nazionale. Uscito di prigione la sua vita continua come prima, anzi si intensifica la relazione con Ehud Barak e si specializza nell’ industria della sorveglianza. Insieme a Ehud Barak installa sistemi di sorveglianza d’ ideazione israeliana in Costa d’Avorio e Mongolia.

Un avanzo di galera ben protetto che continuerà a navigare indisturbato il jet set finanziario, politico e scientifico internazionale. Per uno strano destino, dietro ogni crisi degli ultimi vent’ anni compare in un modo o nell’ altro il famigerato finanziere. Registrava tutti gli incontri imbarazzanti dei potenti del mondo ed era in grado di ricattare chiunque. Anzi ancora oggi, vista la ritrosia con cui vengono rilasciati i documenti, si sente quanto il suo potere continui, anche dopo la sua scomparsa.

Manfred Manera

Autor bei Libratus

Artikel als Audio anhören

Artikel weiterempfehlen

Artikel drucken