Il dogma Multi-culturale è terminato
A Davos si è inaugurato un nuovo paradigma sull’ immigrazione. E’ finita l’epoca del capitalismo alla “United Colours of Benetton”.
Lo scorso Gennaio al vertice di Davos del grande capitale vi sono stati dei grandi capovolgimenti . Da una parte la nuova amministrazione americana ha rinnegato l’ agenda del cambiamento climatico definendola la più grande truffa del secolo ma dall’ altra ancor più rivoluzionario è stato Larry Fink, presidente del WEF e “Ceo” di BlackRock la più grande banca d’ investimenti al mondo con un bilancio equivalente a una delle nazioni del G7. In una conferenza ha messo sottosopra tutti i paradigmi sull’ immigrazione finora sostenuti dal grande capitale. Ha dichiarato che l’immigrazione non è più una risorsa, come si diceva prima nel mondo della grande finanza e che la società multiculturale non è più l’ideale cui aspirare.
Keir Starmer e Larry Fink nel suo ufficio a New York. © CommonsWikimedia.
Larry Fink ha affermato che un eccessiva immigrazione di popolazioni difficilmente assimilabili provoca più danno che utilità e che invece una nazione con una popolazione più omogenea godrà di maggiore armonia e vantaggi. Decenni di propaganda multiculturalista sono abbandonati. Larry Fink ha addirittura dichiarato che le nazioni più xenofobe come il Giappone avranno maggiori possibilità di successo nel mondo futuro.
In Giappone sono tradizionalmente chiusi all’ immigrazione, preferiscono avere dei robot per i lavori più umili piuttosto che immigrati di culture troppo diverse. Ancora L. Fink ha detto che quando i robot sostituiranno gli umani queste società con meno immigrati avranno meno problemi di disoccupazione con i relativi possibili disordini. Anche la Cina ha una chiara impronta xenofoba, basta vedere questa pubblicità di un detersivo di alcuni anni fa, improponibile a un pubblico occidentale, e si sta avviando a passi veloci verso un’automazione diffusa della sua economia.
Sarà un mondo in cui i robot sostituiranno gli esseri umani nelle mansioni più semplici. Già adesso si stanno diffondendo nel mondo le “Dark Factory”, le fabbriche al buio dove la luce non è necessaria non essendoci alcun lavoratore umano.
Le dichiarazioni di Larry Fink seguono la svolta dell’America di Trump che porta l’America su un nuovo corso, rinnegando decenni di multiculturalismo ed elogio del “melting pot”. Secondo quanto ha anche riaffermato Mark Rubio alla conferenza sulla sicurezza di Monaco il nuovo corso dell’America intende conservare e mantenere l’identità europea degli Stati Uniti e in particolare la sua cultura anglosassone come nocciolo fondamentale della nazione. E l’amministrazione Trump ha avviato una politica aggressiva di blocco all’ immigrazione incontrollata e di remigrazione degli immigranti illegali anche con metodi brutali.
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