Il ritorno dei virus e la guerra di spie
Mentre in tutto il mondo si continuano a lanciare avvertimenti su nuove epidemie, negli Stati Uniti prosegue l’analisi della pandemia di coronavirus. Si registrano accuse, soprattutto nei confronti di Anthony Fauci, e dimissioni. Inoltre, a Washington sta venendo alla luce una guerra segreta all’interno dei servizi segreti, che coinvolge persino la loro direttrice.
A volte è difficile distinguere tra realtà e sogno o per meglio dire, incubo. Così è stato alcune settimane fa con l’allarme per l’Hantavirus delle Ande cui è subito subentrata la nuova epidemia di Ebola. Un incubo in cui sono riapparsi quali infausti “revenants” personaggi che si sarebbe volentieri dimenticato. Commentatori e virologi che durante l’ultima pandemia avevano acquistato notorietà con le loro avventate e terrorizzanti analisi poi rapidamente smentite dalla realtà e che ora, nonostante avessero sbagliato tutto, sono riemersi per spargere il virus più pericoloso, il virus della paura.
La scenografia non poteva essere più perfetta: una nave infetta da una nuova peste trasmessa dai topi che al largo dell’oceano atlantico, come in Nosferatu, lentamente si avvicina all’ Europa. E il circo cui abbiamo assistito sei anni fa è sembrato ripartire. In particolare è riapparso il “revenant” etiope, il direttore del WHO Tedros Ghebreyesus che è stato riconfermato nonostante durante la stagione pandemica avesse inanellato un fallimento dopo l’altro.
Ora che il WHO è stato abbandonato dagli Stati Uniti, e da grandi paesi come l’Argentina, l’organizzazione è ridotta a essere lo strumento operativo dei suoi maggiori contribuenti le organizzazioni filantrocapitaliste di Bill Gates, la Gavi e la Bill & Melinda Gates foundation, vicine alla grande industria farmaceutica e incentrate principalmente sullo sviluppo di test e vaccini, più che sulle cure. I vaccini per l’industria farmaceutica equivalgono ai proiettili per quella delle armi e ogni occasione è buona per produrli.
L'ex segretario di Stato americano Anthony Blinken durante un incontro con il direttore generale dell'OMS Ghebreyesus 2021. © CommonsWikimedia, White House.
I frequentatori di Davos come Ursula von der Leyen, pianificatori di agende globali, tipo l’agenda 2030, avevano ripetutamente promesso che ci attendono anni di guerre ed epidemie.
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