La non notizia è la notizia
Stiamo assistendo alla caduta degli dei dell'informazione in Occidente. Informazioni essenziali vengono nascoste per servire una narrativa. Non riportare consapevolmente qualcosa è anche una forma di disinformazione.
Stiamo vivendo la “Goetterdaemmerung” dell’informazione in Occidente. Il 10 novembre la BBC è stata travolta dallo scandalo per un video pesantemente manipolato e trasmesso nel 2024, di un discorso di Donald Trump del 6 gennaio 2021, all’ epoca della manifestazione al Campidoglio dei suoi sostenitori. Questo nonostante la BBC si sia sempre vantata di avere un agguerrito dipartimento di fact-checking e, fatto ancor più grave, con il fine evidente di condizionare le vicine elezioni americane presentando Donald Trump come un violento facinoroso. Ma secondo il report interno del giornalista Michael Prescott, pubblicato dal giornale Telegraph, che ha rivelato lo scandalo, questa è stata solo l’ultima goccia, la punta dell’iceberg di un’opera di disinformazione capillare avvolta da una patina d’ imparzialità e obiettività illusorie.
In realtà la credibilità della BBC, fino agli anni 2000 considerata il Golden standard del giornalismo, più che per le manipolazioni esplicite è andata persa per via di una pratica decennale di occultamento di notizie al fine di favorire le varie agende imposte da potenti lobbies: dall’agenda dell’industria farmaceutica durante la pandemia, all’ agenda climatica fino all’agenda Woke sui diritti Lgtbq e sull’ immigrazione illegale. Basti pensare al continuo celamento della reale identità dell’autore di un crimine o di un attentato quando questo ha origine medio orientale o africane per evitare critiche alla politica migratoria.
Una pratica comune a larga parte dei grandi media occidentali.
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